LOGO CITTA' SLOW

Brisighella merita una visita turistica in ogni stagione ed alla visita è sempre buona cosa unire le bontà della enogastronomia locale.

Il borgo dell'’Appennino faentino è entrato a far parte di "Città Slow". Dopo accordi informali intrapresi dall'’Amministrazione con l'’associazione di Città Slow, il Consiglio comunale brisighellese del 27 dicembre 2004 ha portato all'’approvazione la richiesta formale di adesione. Lunga e complessa è stata la preparazione del materiale necessario, seguita direttamente dall'’Ufficio Associato del Turismo dell’Unione dei Comuni collinari. L'’ufficializzazione è avvenuta da parte del Comitato di Città Slow verso la fine gennaio 2005. Brisighella entra così a far parte del circuito internazionale città del buon vivere, formato da 44 Comuni in Italia, aprendo prospettive turistiche interessanti. La certificazione permette infatti al Comune di avere una vetrina informativa ed approfondita sul sito ufficiale dell'’Associazione, di poter aderire alle diverse manifestazioni organizzate dalla stessa associazione, di poter utilizzare il logo "Città Slow" e di avere un legame più stretto con l’'associazione madre "Slow Food". I requisiti richiesti per poter essere fregiati dell'’ambito marchio, e soddisfatti da Brisighella in toto, si riferiscono ad alti standard di qualità per quanto concerne la politica ambientale, quella infrastrutturale, la qualità urbana, la valorizzazione delle produzioni autoctone, l'’ospitalità e la consapevolezza del percorso intrapreso.

 

I PRODOTTI TIPICI

La gastronomia brisighellese si inserisce nella buona tradizione della cucina romagnola, accompagnata da vini tipici locali.

La sua specificità, tuttavia, è quanto mai legata ai prodotti di un territorio ancora in gran parte integro ed ecologicamente intatto.

Il prodotto principe è rappresentato dall’olio extravergine di oliva "Brisighello" che si fregia della Dop europea.

Inoltre non possiamo dimenticare il formaggio conciato con stagionatura nelle grotte di gesso, la carne di Mora Romagnola (un’antica razza suina autoctona), le carni di razza Bovina Romagnola, i frutti dimenticati (tra cui primeggia La Pera Volpina), le Pesche, le Nettarine e le Albicocche I.G.P. di Romagna ed, infine, il carciofo Moretto, tipico della zona dei calanchi.

Eccellenze della produzione vitivinicola sono i tipici vitigni autoctoni della Romagna, in particolare il Sangiovese D.O.C . e l’Albana di Romagna D.O.C.G. (eccellente la versione Passita) che danno luogo a produzioni di altissima qualità.

RICETTA TRADIZIONALE

Si confeziona tradizionalmente a Brisighella la "spoja lorda" che è una pasta fatta a mano con i medesimi ingredienti delle altre paste tradizionali di Romagna (cappelletti, tagliatelle, tagliolini…), ma viene tagliata in forme piccole, piccoli quadrati, riempiti con formaggio squaquerone, parmigiano e lasciati quasi uniti tra di loro, non separati come i cappelletti o i ravioli. Le massaie confezionavano la "spoja lorda"quando non avevano il tempo necessario per preparare i cappelletti che richiedevano un ripieno più elaborato, oppure per utilizzare i resti della sfoglia per i cappelletti.

Ricetta:

Su una sfoglia di pasta all’uovo fresca viene steso un velo di ripieno (da qui il nome popolaresco di spoja lorda) a base di ricotta, raviggiolo, parmigiano, uova,  noce moscata. La sfoglia viene quindi ripiegata su sé stessa, comprimendola e tagliandola a quadrucci da cuocere nel brodo di manzo e gallina.

Per maggiori informazioni
www.cittaslow.org

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